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Saluti

Sempre caro mi fu quest’ermo colle, / e questa siepe, che da tanta parte / dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. / Ma, sedendo e mirando, interminati / spazi di lá da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete / io nel pensier mi fingo; ove per poco / il cor non si spaura.
Giacomo Leopardi, L’infinito, 1819

 

Il XXV Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative ritorna a Riccione dopo il positivo bilancio degli aspetti logistici e organizzativi qui ottenuti nel 2017. La soddisfazione espressa dai partecipanti per l’accoglienza che la città romagnola ha loro riservato è stato il motivo, accanto al positivo bilancio economico, che ha indotto la SICP a programmare il Congresso nazionale a Riccione per il biennio 2018-2019.

Il fil-rouge di quest’anno è rappresentato dal tema Limiti e orizzonti nella cura, che unisce due parole-chiave del mondo della cura.

La prima parola-chiave è rappresentata dai “limiti” che caratterizzano, in varia misura, i molteplici elementi della cura. I limiti caratterizzano, infatti, il tempo, inteso come lasso temporale di prognosi o come tempo disponibile per l’assistenza del professionista sanitario o del caregiver. Inoltre, i limiti condizionano lo spazio di cura incidendo sulle scelte possibili del setting di cura (domicilio, hospice, ospedale, RSA, RSD, ecc.). Altri limiti emergono nelle risorse fisiche, psicologiche, economiche e culturali disponibili sia nelle prassi di cura diretta sia nell’ambito delle organizzazioni sanitarie o familiari. Ma i limiti tracciano le manifestazioni di moltissimi aspetti della cura: i limiti delle competenze, i limiti delle aspettative, i limiti delle disponibilità, i limiti delle relazioni interpersonali, i limiti eterei che contornano il mondo fisico, psicologico e spirituale fino ad arrivare al limite che contrassegna il nostro sofferto rapporto con il concetto stesso di limite.

L’altra parola-chiave è “orizzonti” che conferisce un senso concreto, al contempo individuale e generale, al limite. Infatti, l’orizzonte è al contempo un limite-non limite (dove inizia e dove finisce l’orizzonte?) cui si tende, e un confine ambiguo, in quanto oscillante fra l’aspirazione ideale al suo superamento e l’empirico confrontarsi con le difficoltà o l’impossibilità del suo superamento. L’orizzonte diventa così, di volta in volta, sia la dimensione spazio-temporale in cui prende forma la cura del malato, dei familiari e l’auto-cura del professionista sanitario, sia il terreno di gioco dell’assistenza e della relazione oltre che della disseminazione culturale della filosofia delle Cure Palliative. Ma l’orizzonte è anche un potente stimolo alla sua esplorazione e al suo superamento nell’eterno movimento di conoscenza e miglioramento che ispira l’atteggiamento dell’uomo nei confronti del mondo reale.

Questi brevi accenni ai significati dei “limiti” e degli “orizzonti” di cura sono solo una premessa per un loro approfondimento sul piano clinico, terapeutico, assistenziale, psicologico, sociale, bioetico, deontologico, giuridico e sociologico che avverrà grazie al contributo dei relatori e dei partecipanti al XXV Congresso Nazionale che ci auguriamo numerosi e animati un’attiva volontà di voler contribuire alla riuscita di questo fondamentale evento scientifico e societario.

Italo Penco
Presidente del Congresso

Luciano Orsi
Coordinatore del Board Scientifico